Ci sono due elementi intriganti quando ci si immerge nella lettura di resoconti di eventi misteriosi:

  • i casi ad elevato indice di stranezza
  • la ricerca di pattern ripetuti che diano una parvenza di logica a eventi che, di logica, sembrano  non averne

Ogni tanto ci si imbatte in resoconti che ci regalano entrambe queste caratteristiche. Come queste vecchie storie di navi volanti, marinai celesti e testimoni sbigottiti.

Ecco quanto narrato da un’antica cronaca irlandese (Speculum Regali) risalente all’anno 956.

È domenica nella cittadina di Cloera. La popolazione è radunata nella chiesa di San Kinarus per la messa del giorno. All’improvviso, qualcosa si impiglia nell’arco che sovrasta l’ingresso dell’edificio. È un ancora legata a una corda che pende dal cielo.

I meravigliati fedeli, alzando lo sguardo al cielo, vedono una nave fluttuare lassù tra le nuvole. Un uomo si getta fuoribordo e, dirigendosi verso la chiesa come se nuotasse nel cielo, prova a disincagliare l’ancora. Viene aggredito dai cittadini ed è solo l’ordine del vescovo a far loro liberare il misterioso visitatore. Il quale, senza dir nulla, si affretta a tornare a bordo della nave celeste.

L’equipaggio taglia la corda per disincagliarsi e la nave si allontana fino a sparire. Secondo la cronaca irlandese, l’ancora rimase conservata nella chiesa, muta testimone degli eventi di quel giorno.

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Chiesa di San Giorgio, a Gravesend (foto di Julieanne Savage)

Come se questa storia non fosse già strana e priva di senso, ecco quanto narra Gervaso da Tilbury nell’opera Otia Imperalia (1214).

Chiesa di Gravesend, Kent, anno 1211 (o forse 1214). L’ancora di una nave volante resta incagliata in una lapide nei pressi della chiesa. Voci provengono dal cielo. Un uomo a bordo della nave cerca di disincagliarla scuotendo la corda che la sostiene. Non ci riesce e scivola giù per tagliarla. Poi sarebbe risalito a bordo o rimasto soffocato: il finale non è chiaro.

Gervaso da Tilbury ci regala un altro episodio, estremamente simile a quello di Cloera. Solo che in questa occasione, l’uomo catturato dai parrocchiani, comincia a dibattersi, come se stesse soffocando. Muore lì, mentre i suoi compagni a bordo, dopo aver atteso per circa un’ora, tagliano la fune. La nave si allontana, lasciando l’ancora a terra. Verrà poi recuperata e inserita nel portone della chiesa per ricordare l’avvenimento.

Abbiamo già tre casi praticamente identici. Che conclusione possiamo trarne? Che qualche misterioso burlone cosmico stia mettendo su una rappresentazione grottesca per prenderci per i fondelli? Chissà… ma purtroppo (o per fortuna) non finisce qui.

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Facciamo un salto al 1897, nel pieno dell’ondata delle misteriose Airship nell’America del 1896-97. Il Saginaw Evening News del 5 aprile 1897 racconta la vicenda di Robert Hibbard, di Sioux City, Iowa.

La sera del 26 marzo 1897 Hibbard sta tornando a casa, quando nota un oggetto dalla forma scura, con una fila di luci che lo illuminano lungo la fiancata. Mentre l’oggetto manovra, un cavo con un rampino aggancia il malcapitato e lo solleva in alto allontanandosi nella notte. Preso dal panico Hibbard riesce a liberarsi cadendo da un’altezza di circa 9 metri.

Sullo Houston Daily Post del 28 aprile 1897, troviamo quasi un remake delle storie angloirlandesi.

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Merkel, Texas. Un gruppo di persone al ritorno dalla messa serale vede un oggetto fluttuante dal quale pende una corda. Mentre sorvola i binari della ferrovia locale, la corda resta incastrate nelle rotaie. Non riesco a distinguere bene i contorni dell’oggetto. Vedono solo una luce intensa filtrare dalle finestre e un potente fanale anteriore come quello delle locomotive. Ma dopo qualche minuto, un uomo con un’uniforme blu da marinaio si cala lungo la corda, la taglia e risale a bordo arrampicandosi. Tra le rotaie rimane un’ancora metallica, che verrà messa in mostra nella bottega del fabbro della cittadina.

Di fronte a cosa ci troviamo?
Esistono navi volanti che hanno bisogno di ancorarsi mentre viaggiano nel cielo?
Oppure i testimoni hanno assistito a qualcosa di talmente assurdo che la loro mente ha interpretato in una maniera convenzionale, anche se chiaramente incredibile?

O, da qualche parte, la regia “aliena” di questi avvenimenti mette in scena rappresentazioni palesemente illogiche nel tentativo di comunicarci qualcosa?

Probabilmente non lo sapremo mai.